venerdì 24 aprile 2009

Quali strategie verso i mercati cinesi e asiatici?

Mercedes sta trattando affinchè un fondo cinese entri nel proprio capitale (in questi giorni Zetsche è a Pechino). Al di là dell’aspetto puramente finanziario (che denota come comunque l’automotive sia un business che brucia cassa alla velocità della luce, non appena il mercato si contrae), è da notare – in contrapposizione – la strategia ancora non definita di Fiat sul mercato cinese in particolare ed asiatico (più in generale).

Anche ammesso che il deal con Chrysler vada in porto (e magari anche quello con Opel), Fiat resterebbe in ogni caso scoperta sul fronte del singolo mercato attualmente più promettente, ed in generale su quello delle cosiddette “tigri asiatiche” (dove le auto giapponesi la fanno da padrone). Sarebbe interessante, a nostro avviso, quantomeno portare marchi premium come Maserati o Alfa, visto anche il crescente numero di billionaires in quelle aree.

Ancor più strana è la situazione se si considera che uno dei partner “forti” di Fiat è Tata, che potrebbe quindi disporre di una prossimità geografica notevolissima ai mercati sopra citati. Su questo punto torneremo in altre occasioni, dato che la partnership Fiat-Tata non ha ancora prodotto – alla vista di noi appassionati di automotive – i risultati tangibili.

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